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Una breve storia dell’uguaglianza

Nel 2021 le diseguaglianze nel mondo sono come quelle che c’erano all’inizio del secolo scorso, nel momento di punta dell’imperialismo. Ed è molto probabile che con la crisi del Covid si aggraveranno ancora nel 2022. L’inversione di tendenza rispetto alla loro progressiva riduzione, ottenuta nel secolo scorso dalle lotte sociali delle classi lavoratrici, può essere fatta risalire agli anni ’80 -’90. A quando cioè si è imposta una libera circolazione dei capitali che non ha avuto alcuna contropartita in termini di tassazione comune, di regole e di trasparenza. 

A constatarlo, prima ancora che ad affermarlo, è l’economista francese Thomas Piketty*, che insieme ai colleghi Lucas Chancel, Emmanuel Saez e Gabriel Zucman dirige il Word Inequality Lab e ha coordinato la redazione del Word Inequality Report 2022. 

Nel suo ultimo libro, Una breve storia dell’uguaglianza” (Seuil, 2021), del quale mi propongo di pubblicare a partire da oggi i brani che ritengo più significativi a scopo divulgativo, Piketty scrive tuttavia che “l’eguaglianza è una lotta che può essere vinta e nella quale ci sono sempre varie traiettorie possibili, che dipendono dalla mobilitazione, dalle lotte e da ciò che si apprende dalle lotte precedenti”.

1. La marcia verso l’uguaglianza: primi punti di riferimento

Nessuno sviluppo durevole senza riduzione delle disuguaglianze

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