Reader’s – 23 aprile 2022 (rassegna web)

Domani la PerugiAssisi

Marciare per la pace fa bene alla pace perché la costruisce dal basso, ricordando a tutti il suo valore. Che va annaffiato con la partecipazione, altrimenti appassisce”. Così Massimo Marnetto, invitando alla partecipazione alla Perugia-Assisi che si svolgerà domani, domenica 24 aprile. Un’edizione straordinaria per dare voce e “gambe” all’appello di Papa Francesco: “Fermatevi! La guerra è una follia”. E aggiunge Massimo: “Il giardino della pace va tenuto pulito dalle erbe infestanti del nazionalismo, razzismo, diseguaglianza. Tutte gramigne pronte a soffocarlo se manca la manutenzione dei riti di ripetizione, che rinverdiscono ciò che dà senso al rifiuto della guerra”. “Saremo alla PerugiAssisi perché in quel luogo abbiamo sempre incontrato donne e uomini che si prendono cura degli altri», ha spiegato il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, aprendo la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa”.

Contestato, il Presidente dell’ANPI risponde

E per il giorno successivo, il presidente dell’ANPI, Gianfranco Pagliarulo ha annunciato un “ 25 aprile di memoria della Liberazione e di impegno per la pace. Non solo una celebrazione e un giorno di festa, per quanto si possa festeggiare in questa drammatica situazione, ma uno stimolo verso tutti per il ritorno della politica come capacità di composizione dei conflitti”. Un intervento, quello di Pagliarulo, molto contestato da quanti, nella maggioranza, non hanno apprezzato una presa di posizione decisamente contraria all’invio delle armi alla “resistenza Ucraina” votato a grande maggioranza dal Parlamento.

“Non siamo mai stati equidistanti. – si è difeso il Presidente dell’Associazione Partigiani – Siamo dalla parte degli aggrediti contro gli aggressori, come abbiamo detto alle 9 di mattina del 24 febbraio, poche ore dopo l’invasione. Siamo oggi in una nuova fase dell’invasione che ha assunto un carattere ancora più tragico con violenze, vittime civili, distruzioni crescenti e con l’aumento della tensione internazionale a livelli mai avvenuti dal dopoguerra. Tutto ciò rende ancora più urgente la ricerca di un tavolo di trattative quanto meno a partire, come ha proposto Papa Bergoglio, da una tregua nelle festività pasquali.

“Vediamo con allarme che sta avvenendo il contrario, con scelte e comportamenti che spingono al prolungarsi delle ostilità e a un continuo e accelerato riarmo. Una di queste scelte è il crescente rifornimento di armi sempre più letali all’Ucraina, cosa che a nostra avviso (e non solo nostro) rende sempre più difficile un ruolo di mediazione dell’UE ed aumenta di giorno in giorno i rischi di espansione della guerra.

“Tutto ciò inasprisce le tensioni e le estende su scala continentale e mondiale. Come si fa a non vedere o a sottovalutare che si sta creando una apocalittica reazione a catena di cui nessuno può prevedere la conclusione? Noi ci siamo dichiarati prima contrari all’invio delle armi in Ucraina poi contrari all’aumento del budget militare del nostro Paese fino al 2% essenzialmente perché ci sembra che questi atti abbiano contribuito e contribuiscano alla rapidissima escalation a cui stiamo assistendo”.

“Attacchi di una violenza e di una volgarità stupefacenti”.

Più avanti, entrando nel merito delle contestazioni giunte dalle parti politiche, ha aggiunto: “ Abbiamo assistito nelle ultime settimane ad una serie di attacchi all’ANPI di una violenza e di una volgarità stupefacenti. Per esempio ho scoperto, a mia totale insaputa, di essere putiniano. Credo che sia un segno dei tempi e dell’imbarbarimento del dibattito pubblico. Ce ne facciamo una ragione. Alle critiche rispondiamo con la discussione. Agli insulti non rispondiamo. In qualche caso, ove ci siano gli estremi, ci rivedremo in tribunale.

“Oggi rilanciamo la nostra proposta di dialogo e di unità. Sappiamo bene che la guerra tra i tanti disastri divide. Noi vogliamo contrastare questa deriva, pur nelle opinioni diverse, perché sono convinto che in ultima analisi l’obiettivo comune è quello della pace. Per questo proponiamo un grande 25 aprile come giornata di impegno per la pace. Per questo abbiamo titolato il manifesto del 25 aprile “L’Italia ripudia la guerra”.

FMI e guerra devastante

Su Remocontro, Piero Orteca commenta l’intervento della ‘ministra del Tesoro’ Usa, Janet Yellen (ex Federal Reserve) al Fondo monetario Internazionale (FMI) dove ha dovuto ammettere l’impossibilità, per alcuni Paesi europei, di rinunciare immediatamente al gas russo.
“Il pianeta sta pagando il delirio di onnipotenza di Putin e l’incapacità dell’Occidente, in particolare degli Stati Uniti, di trovare una soluzione alla crisi».

Orteca spiega poi che “la sessione primaverile dell’FMI, dedicata alla presentazione dell’Outlook con i dati tendenziali dell’economia globale, ha sottolineato l’influenza devastante della guerra in Ucraina. Un elemento che si unisce agli effetti della pandemia e a quelli dei cambiamenti climatici, che alterano il ciclo dei raccolti e impattano sulla esponenziale scarsità di cibo. Specie di cereali. Non si tratta solo del crollo nelle esportazioni di granaglie dal blocco Russia-Ucraina, ma anche della drastica diminuzione nella produzione di fertilizzanti. Masood Ahmed, funzionario del “Centro per lo sviluppo globale”, lancia l’allarme, avvertendo che le crisi regionali si stanno “saldando” e coinvolgono, ormai, gran parte del pianeta.

Il debito del mondo in via di sviluppo

Con un report approfondito, il “Wall Street Journal” titola: “La guerra in Ucraina approfondisce i problemi del debito in tutto il mondo in via di sviluppo”. Questa tragedia si collega alla pandemia e alla interruzione della cosiddetta catena di approvvigionamento, in una sorta di tempesta perfetta, che fa gonfiare i prezzi ed esplodere l’inflazione. Così, i Paesi poveri, vedono i loro debiti sovrani aumentare fino al default. L’ultima economia pubblica a crollare di schianto è stata quella dello Sri Lanka.


  • Reader’s 28 gennaio 2023 rassegna web di
    Insomma, solo determinate organizzazioni depositarie del marchio “massoneria” possono fregiarsi di essere massoniche. In Italia non vi è una legge al riguardo e ciò avrebbe favorito la proliferazione di moltissime organizzazioni sedicenti massoniche il cui scopo è l’affarismo e non certo “l’arcana sapienza”.
  • Reader’s – 27 gennaio 2023. Rassegna web di
    è chiaro che a “resistere” sono, di fatto, Nato, USA, UE mentre gli ucraini mettono “solo” decine di migliaia di morti, militari e civili, cinicamente sacrificati alla duplice e speculare follia di risolvere una controversia fra Stati attraverso una violenza che né riesce a respingere l’invasione russa, né consente ai russi di costringere l’Ucraina alla resa
  • Reader’s – 26 gennaio 2023 rassegna web
    Sul Corriere della Sera il dubbio ben rappresentato dalla illustrazione di Doriano Solinas. «C’è il pericolo che il gigantesco sforzo finanziario determini profitti per i produttori di armi più che apprezzabili risultati politici e la pace in Ucraina». Massino Nava sull’Europa e l’Occidente nella corsa al riarmo, dopo che Piero Orteca ci ha detto dell’economia russa che va molto meno peggio di quanto vorrebbero i suoi molti nemici. Mentre la nostra di casa paga di più sia le sanzioni che il gas non più russo. Conti economici da brivido, e molti dubbi.
  • Reader’s – 25 gennaio 2023. Rassegna web
    Oggi ho curiosato sulla stampa mainstream (ogni tanto è utile fare una passeggiata dietro le linee nemiche) e mi sono imbattuto in un titolo interessante su “La Stampa” di Torino: TITOLO “La Russia ha più uomini, mezzi, risorse; o la Nato entra in campo o Kiev perderà.” SOTTOTITOLO “Usa ed Europa sono davanti a scelte difficili: l’ipotesi di inviare truppe occidentali non può essere scartata.”
  • Reader’s – 24 gennaio 2023. Rassegna web
    Come il salariato aspetta il fine settimana per recuperare le forze, così l’intero Paese aspetta Sanremo per allontanare le brutte notizie per una settimana. E concentrarsi sui nuovi emergenti (questo farà strada, ma con quei tatuaggi però…), vecchie glorie che tornano (”sì, ma non lo vedi che è tutta rifatta?..”) e un Amadeus scacciapensieri (”sì però senza Fiorello…”)./Intercettazioni, Lorusso: «Basta bavagli ai giornalisti»/Dal disegno di legge Alfano alla riforma della giustizia Cartabia in discussione ora al Parlamento, il tentativo di impedire la pubblicazione anche parziale e controllata, come già deciso con precedenti disposizioni legislative, delle intercettazioni di pubblico interesse, viene riproposto dalla destra (ma non solo) a più riprese, come potete vedere e ascoltare nello spettacolo-manifestazione che segue, da me ripreso in video e diffuso su youtube nel giugno del 2009 (nandocan).
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