Reader’s – 27 marzo 2022

La recente rinuncia da parte mia alla pubblicazione quotidiana delle “proposte dal web” non mi impedirà di sostituirla con una breve rassegna stampa, che vi proporrò di tanto in tanto in questa nuova edizione di nandocan, quando possibile linkando all’originale. La chiamerò “reader’s”, una selezione (qualcuno ricorda il reader’s digest?) di citazioni prese dagli articoli, dal mio punto di vista più interessanti dei colleghi ed amici indicati in questi anni come “abitualmente dal web” (nandocan).

Fauna da talk

Comincio subito con il “domenicale” di Antonio Cipriani, per me il più intrigante e originale collaboratore di Remocontro, quotidiano web diretto dal mio vecchio e carissimo amico Ennio Remondino. “Fauna da talk” è la definizione data dal giornale la Repubblica di “un gruppo di sempre-presenti sullo schermo che presentano nell’arena mediatica posizioni filo-Cremlino.” “La fauna e la complessità del pallone” è invece il titolo di Cipriani che si riferisce alla presenza in questione “raramente basata su competenze specifiche, nell’arena mediatica. Quindi la differenza faunistica la fanno le posizioni prese nel dibattito, non il fatto che una pletora di improvvisati, dalla mattina alla sera, sta in tutte le tv ad alimentare un ecosistema di informazioni rimasticate e ossessive, in una modalità urlata e saccente che ci fa ripensare come un momento culturale importante e rispettoso il Processo del lunedì del grande Aldo Biscardi.

Infatti, osserva Cipriani, lì almeno i commentatori stanno “a lambiccarsi la mente su cause ed errori, sui perché dell’eliminazione della nazionale contro la Macedonia del Nord. Analisi approfondite che affondano le radici fino al 2006, riforme mai fatte, scelte inadatte, mentre fuori il mondo cambiava e ci lasciava distanti.

“Cavolo, penso, c’è più ricerca nelle cause dell’eliminazione dell’Italia dai mondiali del Qatar che nella scomparsa dell’Italia dallo scenario politico e diplomatico di questa fase drammatica riflette Cipriani – Più complessità, dovremmo dire. Meno superficialità, anche se di questioni da bar si tratta…Come se le cose semplici possano aver assorbito la complessità delle analisi e le cose complesse invece siano scomparse perché inaccettabili, non comprensibili. …Il problema è che stiamo ancora vivendo una pandemia e che l’informazione ci ha devastati con un dibattimentificio tra pochi noti, su posizioni ideologiche e scientificamente discutibili, per oltre due anni. E che lo stesso circo è passato, con gli stessi interpreti, a discutere, in pantofola ed elmetto, probabilmente indossando mutande felpate ma mimetiche, sulla guerra in Ucraina”. E conclude:

Mi mette terrore pensare a questo paradosso.

“Mi mette paura sapere che se qualcuno dice che l’Europa è scomparsa dallo scenario politico e diplomatico internazionale, il pensiero possa andare all’eliminazione della Juventus dalla Champions. E che un sempre-in-video, parlando anche di Covid o di Putin, possa spiegarcelo.

Mi mette paura, ma ha una sua logica, sempre parlando di fauna e di palloni gonfiati.


Il Travaglio di Marnetto

Chissà se tra i meno devoti alla complessità Antonio Cipriani includerebbe anche Marco Travaglio, anche lui testimone in tv di un giornalismo “militante” anche se abitualmente arricchito di argomentazioni difficilmente contestabili e quasi sempre efficaci. Massimo Marnetto se la prende oggi con il suo editoriale sul Fatto quotidiano che invita ad essere conseguenti se pensiamo come ‘l’autorevole Severgnini’ che “Putin, autocrate criminale e guerrafondaio (da 20 anni, però), abbia invaso l’Ucraina per prendersela tutta, ingoiarsi l’intera ex-Urss e poi, novello Hitler, “arrivare a Lisbona” ….freghiamocene dei trattati, che ci vietano persino di inviare armi all’Ucraina, e scateniamo la terza guerra mondiale: no-fly zone, missili anche atomici e truppe”.

Secondo Marnetto invece, che pure quanto a militanza non è inferiore a nessuno, “ la realtà sta nel mezzo: l’Ucraina resiste e la Russia limita le sue pretese territoriali al Donbass, un’ottima novità per trovare un accordo di pace. Se questo dovesse accadere, sarebbero smentite le analisi fondate sulla ”resa umanitaria”, invocata dal pacifismo assoluto (meglio schiavi, che morti). Ma temo che anche in questo fausto caso, il Fatto – cioè tu – difficilmente rivedrebbe la propria linea contro l’utilità e l’etica dell’invio di armi alla Resistenza ucraina”. Mentre lui, Marnetto, fa il ‘voto’ di “andare scalzo fino al convento delle Screpolate di Santa Nivea” se il direttore del Fatto dovesse “dare atto agli ucraini di aver ottenuto con la loro lotta all’invasore una pace onorevole, grazie anche all’uso di armi inviate dall’Occidente”.

  • Reader’s 3 Ottobre 2022. Rassegna Web
    “La ritualità del congresso sarebbe accanimento terapeutico”. A chiedere lo scioglimento del PD non è soltanto Rosi Bindi, ex presidente del Partito Democratico dal 2009 al 2013 oltre che ministra della Salute. Bindi ha firmato un appello insieme ad altre venti personalità del mondo cattolico. Tra cui Domenico De Masi e Tomaso Montanari. Dove si dice che la sconfitta alle elezioni […]
  • Reader’s 1-2 ottobre 2022. Rassegna web
    Ma davvero qualcuno pensa, non solo negli Stati uniti, ma soprattutto in Europa dove più si pagano le conseguenze di questa guerra per procura, che dopo un relativo successo della controffensiva ucraina il governo russo avrebbe detto: “ci ritiriamo, scusate il disturbo, non avevamo previsto che l’invio delle armi occidentali avrebbe fatto la differenza”? Come riferisce oggi Ennio Remondino sul suo Remocontro: “Kiev rispetti la volontà popolare, cessi il fuoco e torni al tavolo del negoziato, noi siamo pronti ” ha invece dichiarato Putin al termine della cerimonia di annessione. Ma “con Putin Presidente negoziato impossibile”, ha risposto 18 ore fa Zelensky.
  • Reader’s 30 settembre 2022. Rassegna web
    L’atlantismo acritico del segretario del PD, tanto “fervente” da considerare incompatibile perfino un’accordo elettorale con i Cinquestelle, è risultato determinante per la vittoria del centro destra. Che ci sia stato non un semplice sbaglio ma un errore calcolato è la tesi sostenuta da Marco Montelisciani nell’articolo che vi propongo dall’ ultimo numero della rivista del Centro per la Riforma dello Stato. Dove si prova a spiegare anche come e perché il voto popolare per Conte “ha sconfitto la strategia del voto utile e la finzione del bipolarismo”. Per cui oggi “la sinistra è davanti all’ennesimo bivio”. 
  • Reader’s 29 settembre 2022. Rassegna web
    Ma non ha vinto il fascismo. Ha vinto il sistema che con tanto trasporto e accanimento e falso messianismo, abbiamo creato. Il sistema che si fonda e si conserva costruendo il nemico: sul piano internazionale e sul piano interno, perché non ci può essere su un piano se non c’è anche sull’altro.I social sono null’altro che delle “piazze”, che la moderna tecnologia ci mette a disposizione: piazze virtuali, che si sono aggiunte da qualche anno a quelle reali, da tempo immemorabile luogo abituale di incontro e frequentazione tra persone di vario tipo e livello. Dire “io non frequento i social” o, addirittura, “io schifo i social” equivale a dire “io non scendo mai per strada e non vado mai in piazza, perché schifo le persone che le frequentano”. Come se tutte le persone che frequentano strade e piazze fossero lo stesso tipo di persone; mentre non è così./
  • Reader’s – 28 settembre 2022. Rassegna web
    Probabile sabotaggio del gasdotto Nord Stream. Guerra di chi per arrivare a cosa? di Ennio Remondino Nord Stream, l’ipotesi di un attacco ai gasdotti. Secondo fonti del governo tedesco, «un incidente è altamente improbabile»: per Berlino entrambe le linee sarebbero state «attaccate». Da chi e per ottenere cosa? «All’origine dell’agguato potrebbe esserci l’Ucraina o un suo alleato. Oppure […]
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