Reader’s – 31 marzo 2022

Sostiene oggi Massimo Marnetto che “la difesa del territorio è la prima attività del branco. I popoli di umani obbediscono alla stessa legge degli animali. La fiducia nel vicino che si astiene dal rubare territorio è basata sull’equilibrio di forze. Se un popolo è più debole, difficilmente il confinante si astiene dal sottrargli territorio, come dimostrano secoli di storia fino al caso degli insediamenti erosivi di Israele ai danni della Palestina.

“La nonviolenza è esercitabile – aggiunge – solo se lo scontro non è letale. In una guerra, invece, equivale alla perdita di territorio, vite, identità, libertà. Quindi, spendere per la difesa è necessario

“Arrivare a un mega stanziamento del 2% del Pil per armamenti – senza un coordinamento europeo – è speculare alla paura indotta dal trauma del conflitto russo-ucraino.”


Ma le cose possono essere viste diversamente quando le guerre, come sempre più spesso accade, si fanno “per procura” e l’aggredito svolge il ruolo di vittima e più o meno consapevolmente di “mosca cocchiera” dell’invasore che si ritiene a sua volta aggredito. Così le interpreta La Valle nella newsletter di Costituente Terra, “Noi abbiamo paura”, appena pubblicato a parte. Del resto, non è forse intorno a questo più grande e pericoloso conflitto che si svolge tutto il dibattito geopolitico di queste settimane intorno all’Ucraina?

“In Ucraina si muore, in Europa si trema, e l’America guarda alla Cina”, titola oggi il Piero Orteca di Remocontro.

“Xi Jinping ha radicalmente capovolto la “filosofia” di Von Clausevitz, e oggi è l’economia “la continuazione della politica con altri mezzi”. Ma da Max Weber a Francis Fukuyama, l’etica del capitalismo ancora resiste, e gli Stati Uniti sono pronti a tutto, pur di conservare il mondo “unipolare” al quale si sono affezionati”.

“In questi giorni, prosegue uno dei migliori analisti del sito coordinato da Remondino, il “Quotidiano del Popolo” e il “Global Times” sono pieni di attacchi violenti contro Washington e la Nato, a proposito della guerra in Ucraina. Il leit-motiv è sempre lo stesso e reitera l’accusa di ingerirsi costantemente negli affari degli altri. Gli Stati Uniti, insomma, non rinunciano al loro ruolo, che si sono autoassegnati, di poliziotti del mondo. Un esempio? La lingua batte dove il dente duole, così il giornale dell’establishment cinese dedica un grande articolo alle massicce esercitazioni militari congiunte tra Usa e Filippine”

I cinesi, prosegue Orteca, “sono convinti che, dopo la Presidenza Obama, gli scenari strategici alla Casa Bianca siano profondamente mutati. “Considerano il sud-est asiatico un posto dove giocare alla geopolitica- affermano gli editorialisti – e non capiscono le pressanti esigenze di sviluppo sociale ed economico dei Paesi Asean” (I 10 Paesi dell’ Associazione delle nazioni del sud-est asiatico, dalle Filippine al Vietnam). Dunque, gratta gratta, sotto la vernice dell’emergenza europea, spuntano contrapposizioni in aree di crisi che si reggono su equilibri precari.”

La conclusione del “Global Times”, il grande quotidiano di Pechino citato da Orteca, eccola:

“Gli Stati Uniti non dovrebbero scaricare spazzatura della Guerra fredda nell’oceano, cercando di creare una versione indo-pacifica della Nato”. Con tanti saluti all’appeasement.”


  • Reader’s – 24/25 settembre 2022. Rassegna web
    Per la prima volta nella mia lunga vita e per motivi indipendenti dalla mia volontà (barriere architettoniche, complicazioni burocratiche per chi si trova provvisoriamente nell’impossibilità di muoversi con le proprie gambe fino alla cabina elettorale) non andrò […]
  • Reader’s – 23 settembre 2022. Rassegna web
    Il salto di scala militare è immediatamente salto di scala politico e geopolitico. E si spera che il terrore per il famigerato bottone nucleare faccia finalmente il miracolo di mettere in testa a una classe priva di senso della storia che la guerra in Ucraina non è una guerra regionale in cui basta schierarsi dalla parte dei valori democratici perché il cattivo perda e tutto torni al posto suo: è una guerra destituente e costituente dell’ordine mondiale, dopo la quale, e comunque vada a finire, al posto suo non tornerà niente. Questione epocale, sulla quale non una sola parola è stato possibile ascoltare nella ridondanza mediatica e comunicativa della campagna elettorale italiana. Dove la guerra ha giocato un ruolo sorprendentemente bifronte.
  • Reader’s 22 settembre 2022. Rassegna web
    Siamo in molti a notare come in questa breve campagna elettorale si sia parlato ben poco della guerra in Ucraina e del ruolo che potrebbero avere Italia ed Unione europea nel tentativo di giungere ad una soluzione del conflitto nel più breve tempo possibile. È vero che da sinistra si continua a invitare l’Europa a prendere l’iniziativa, magari affidandosi all’esperienza dell’ex cancelliera Merkel come propone qualcuno, ma senza crederci troppo, nella consapevolezza che chi, con l’invio delle armi, è co-belligerante di fatto non possa accreditarsi anche per il ruolo di mediatore. D’altronde, l’auspicata autonomia dell’ Unione Europea dalla Nato mi pare piuttosto teorica, quella dell’Italia dagli Stati Uniti ancora di piú.
  • Reader’s 21 settembre 2022 rassegna web
    I capelli delle donne vanno coperti perché sono belli e inducono gli uomini in tentazione. E si sa, un uomo eccitato perde lucidità e non si calma se non dopo un amplesso. Per evitare questo ”disordine”, il dio mussulmano (ma non solo) impone alle donne di coprirsi i capelli con un velo. Le donne più coraggiose – come Masha Amini – si ribellano e per questo vengono picchiate e uccise dalla Polizia Morale iraniana.
  • Reader’s – 17/18 settembre 2022. Rassegna web
    Alternanza sì ma nel rispetto della democrazia (e per favore non sparate sulla Costituzione) Il dibattito elettorale diviene ogni giorno più acceso in vista del voto del 25 settembre, è rimasta però una sorta di autolimitazione che […]
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: