Reader’s – 30 novembre 2022 Rassegna web

NATO a Bucarest dove la crisi Ucraina nacque: più unita o più divisa che mai?

da Remocontro

Riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza Atlantica. Fra gli invitati anche i rappresentanti di Finlandia e Svezia (da giugno in attesa delle ratifiche per entrare ufficialmente nella NATO), dell’Ucraina e, per la prima volta, del ministro degli Esteri della Moldavia.
Al centro della discussione ovviamente l’emergenza ucraina (La capitale resta al buio ma Kiev: «Ci servono missili»): aumento del supporto militare e il possibile rafforzamento del lato orientale della NATO, ma anche forniture extra di aiuti civili.
 NATO a Bucarest dove la crisi Ucraina nacque: più unita o più divisa che mai?
Con l’intensificarsi dei bombardamenti russi alle infrastrutture energetiche, molti ucraini dovranno affrontare il gelido inverno senza elettricità. Un’ulteriore arma a disposizione del Cremlino ma, avverte la NATO, gli aiuti non mancheranno.

Quando a Bucarest nel 2008 si generò la tragedia Ucraina

Un incontro, quello di Bucarest, dall’alto valore simbolico, rimarca con compostezza scientifica il rapporto ISPI, ricordano che proprio nella capitale rumena nel 2008 l’alleanza prometteva un futuro euroatlantico a Ucraina e Georgia. Una decisione fortemente voluta dall’allora presidente americano Bush, e questo già dice qualcosa, ma già allora molto controversa, e ciò dice quanto resta da sapere. Francia, Germania e altri paesi europei si opposero immediatamente, rifiutando l’ingresso dei due paesi nel MAP, il piano d’azione per l’adesione alla NATO. L’Europa preferiva infatti mantenere una strategia più cauta ed equilibrata nei confronti della Russia, che definì poi la promessa una “minaccia diretta” e in pochi mesi invase la Georgia.

Da Bush a Biden i fronti americani

Ma a preoccupare l’Alleanza oggi, non è soltanto Mosca. La guerra in Ucraina arriva come un monito per i Paesi occidentali che nei prossimi anni dovranno fare i conti anche con le dipendenze da altri Stati autoritari, afferma ISPI. Non ultima la Cina. Ed è subito un altro fronte su cui i membri dell’alleanza si ritrovano divisi: c’è chi vorrebbe privilegiare gli affari con la Cina (Ungheria, ma anche Germania), e chi vede il Paese solo come una minaccia da limitare (Usa) e vorrebbe aumentare la presenza della NATO nell’indopacifico. E mentre molti alleati sono favorevoli a un accordo su obiettivi come il potenziamento delle difese informatiche, non mancano gli scettici sulle ramificazioni del ri-orientamento verso l’Asia, sottolinea Ispi.
In fondo, l’alleanza è Atlantica, non Indo-pacifica.

L’attualità drammatica Ucraina

«Patriots e trasformatori sono ciò di cui l’Ucraina ha più bisogno». Riassume così le necessità del suo Paese Kuleba, in una delle ore più buie dall’inizio della guerra. Prima i missili e poi i generatori di corrente. «Se sul campo l’Ucraina è riuscita a ottenere successi importanti negli ultimi mesi, soprattutto nell’est, ora la situazione nelle retrovie sta rapidamente peggiorando», segnala Sabato Angieri sul Manifesto. La strategia russa di colpire le centrali energetiche e le sottostazioni urbane sta creando disagi indicibili e rischia di rompere il fronte interno a favore di una trattativa. Al vertice Nato era presente anche il segretario di Stato americano, Antony Blinken, a comunicare agli alleati le direttive politiche reali.

Il Piano americano contro Generale Inverno e Russia

Gli Usa hanno annunciato una sorta di piccolo «piano Marshall» per l’energia ucraina che proceda in parallelo ai vari pacchetti di armi già decisi per Kiev. In uno di questi, tra l’altro, secondo Reuters il Pentagono starebbe valutando una proposta dell’azienda aeronautica Boeing per fornire piccole testate di precisione a basso costo all’Ucraina. Tali ordigni si potrebbero montare su razzi già disponibili alle forze armate ucraine che, nel complesso, potrebbero colpire a ben 150 km di distanza, ben oltre le linee di difesa russe. L’armamento proposto dalla Boeing, chiamato Glsdb, Bomba di piccolo diametro lanciata dal suolo. Reuters parla di almeno una mezza dozzina, per la produzione di nuovi armamenti destinati all’Ucraina e agli alleati americani nell’Europa orientale.

Problema di costi e arsenali pensando alla Cina

L’amministrazione Biden stia cercando soluzioni immediate alla crescente necessità di armamenti di fronte al progressivo esaurimento delle scorte nei depositi militari e la Boeing non è la sola che si sta impegnando in questo campo. Gli Stati Uniti sono preoccupati per i propri interessi strategici nel Pacifico. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Washington avrebbe accumulato un «arretrato» di quasi 19 miliardi di dollari in armamenti destinati a Taiwan in funzione anti-cinese. Tra questi ci sarebbero i sistemi di lanciarazzi multiplo Mlrs, i lanciamissili anticarro Javelin e missili terra-aria Stinger fanto usati in Ucraina.

«Ora che anche in Cina sono iniziate le proteste contro il governo, il governo statunitense teme che l’instabilità di Xi Jinping possa influire negativamente sull’area», segnala il Manifesto.


Penato

di Massimo Marnetto

Mattarella che parla contro l’evasione fiscale in Svizzera è straniante. Lo fa dopo aver appena approvato una norma che facilita l’uso del contante per evadere meglio. E parla in Svizzera, dove coccolano gli italiani che depositano il denaro accumulato, proprio grazie agli affari in nero.

Ora aspetto che vada a Montecarlo per promuovere la lotta all’elusione fiscale degli sportivi; negli Usa, per sottolineare l’equità della sanità pubblica: in Cina, per celebrare la libertà di parola; in Israele, per esaltare il valore del buon vicinato. E sembra che i suoi assistenti abbiano penato non poco per dissuaderlo dall’andare a Ischia, per evidenziare la civiltà dei piani regolatori. 


Fratelli d’Italia intitola un circolo nel Pavese a Italo Balbo

di Alekos prete

È stato intitolato al gerarca fascista Italo Balbo il circolo di Fratelli d’Italia di Retorbido. La sede ancora manca, ma nel frattempo si è svolta la cerimonia di intitolazione alla presenza della deputata Paola Chiesa.

“È sicuramente un segno del tempo che stiamo vivendo – sottolinea in una nota l’Anpi di Pavia – se a Retorbido una fantomatica sezione di Fratelli d’Italia viene intitolata a Italo Balbo: squadrista, ministro dell’aeronautica, primo governatore della Libia. E ancor prima quadrumviro della marcia su Roma, gerarca, comandante della Milizia, componente del Gran Consiglio del fascismo”.

Presentata anche un’interrogazione parlamentare da Arturo Scotto di Articolo 1. “Giorgia Meloni ha dichiarato di non aver mai subito il fascino del fascismo – osserva Scotto – Mi domando come sia possibile che un partito al governo di un Paese occidentale possa scegliere di valorizzare e commemorare le figure che hanno dato vita alla dittatura più spietata della storia del Paese”.

La deputata di Fratelli d’Italia ha replicato ricordando che nel 2018 l’Anpi di Carrara aveva denunciato Giorgia Meloni per apologia di fascismo dopo aver dedicato a Balbo una via del villaggio di Atreyu: “Rivendico la scelta di intitolare il circolo di Retorbido al maresciallo Italo Balbo. Invito a denunciarmi.”


  • Reader’s – 31 gennaio 2023. Rassegna web
    Se l’incoscienza di qualche potente, magari alimentata anche da una sciagurata corsa agli armamenti, è giunta al punto di prendere in considerazione il rischio di un conflitto mondiale per l’Ucraina, la sola possibilita’ di salvare il pianeta da un disastro definitivo è la stessa deterrenza tra i blocchi che lo ha salvato nei settant’anni trascorsi. E l’equilibrio del terrore richiede che la Cina, pur restandone saggiamente al di fuori pensando ai suoi guai col Covid e alla sua economia, non rinneghi la solidarietà politica con la Russia. Ne scrive oggi Piero Orteca su Remocontro. La rassegna prosegue con alcune considerazioni di Alessandro sulla candidatura di Cuperlo alla segreteria del PD, resa improbabile dal troppo tempo trascorso in una lodevole quanto rassegnata opposizione. Seguono un breve commento di Marnetto sul caso Cospito e un’interessante accostamento di Dio all’inconscio proposto da Giovanni Lamagna. Buona lettura (nandocan)
  • Reader’s – 30 gennaio 2023. Rassegna web
    A chi mi chiede se voterò alle primarie rispondo di sì, anche se non ho più rinnovato la tessera da quando Matteo Renzi decise di mobilitare il partito per quell’obbrobrio di riforma costituzionale che era il progetto Renzi-Boschi. Per Elly Schlein, naturalmente, come l’amico Cipriani, l’unica che mi pare dia qualche garanzia di fare finalmente […]
  • Reader’s 28 gennaio 2023 rassegna web di
    Insomma, solo determinate organizzazioni depositarie del marchio “massoneria” possono fregiarsi di essere massoniche. In Italia non vi è una legge al riguardo e ciò avrebbe favorito la proliferazione di moltissime organizzazioni sedicenti massoniche il cui scopo è l’affarismo e non certo “l’arcana sapienza”.
  • Reader’s – 27 gennaio 2023. Rassegna web di
    è chiaro che a “resistere” sono, di fatto, Nato, USA, UE mentre gli ucraini mettono “solo” decine di migliaia di morti, militari e civili, cinicamente sacrificati alla duplice e speculare follia di risolvere una controversia fra Stati attraverso una violenza che né riesce a respingere l’invasione russa, né consente ai russi di costringere l’Ucraina alla resa
  • Reader’s – 26 gennaio 2023 rassegna web
    Sul Corriere della Sera il dubbio ben rappresentato dalla illustrazione di Doriano Solinas. «C’è il pericolo che il gigantesco sforzo finanziario determini profitti per i produttori di armi più che apprezzabili risultati politici e la pace in Ucraina». Massino Nava sull’Europa e l’Occidente nella corsa al riarmo, dopo che Piero Orteca ci ha detto dell’economia russa che va molto meno peggio di quanto vorrebbero i suoi molti nemici. Mentre la nostra di casa paga di più sia le sanzioni che il gas non più russo. Conti economici da brivido, e molti dubbi.
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