Reader’s – 29 ottobre 2022. Rassegna web

Con gli Usa che si apprestano a inviare le nuove testate nucleari in Europa, Putin riparte all’attacco dell’Occidente che «alimenta la guerra per sottomettere la Russia, ma il cui dominio sul mondo e finito». Così Ennio Remondino su Remocontro. Che nei centri di potere delle grandi potenze si consideri realistica, per quanto improbabile, l’ipotesi di un conflitto con armi nucleari può sembrare folle ad ognuno di noi. A pensarci bene, non è più folle dello spreco di risorse finanziarie e umane che continua ad essere distolto dalla cura della salute e del benessere delle persone per essere impiegato nella corsa agli armamenti. E come sappiamo, in vista di “un’Apocalisse nucleare” (termine usato da Biden), nonostante la prospettiva di un aumento dell’inflazione con conseguente crisi economica globale, dagli USA si invitano gli alleati europei ad aumentare ulteriormente il bilancio della “difesa” e ci si adopera per consegnare alle basi NATO in Europa nuovi ordigni nucleari potenziati (B61-12) entro quest’anno anziché nella prossima primavera come previsto. Tutti a manifestare per pace e disarmo il 5 novembre (nandocan)

Atomiche vere e a parole sull’Europa. Quelle Usa nuove per gli arsenali Nato e quelle russe minacciate che ora Putin nega

di Ennio Remondino

«La Russia non ha bisogno di usare la bomba atomica».

Lo ha detto il presidente Putin al forum del Club Valdai, un centro studi di Mosca, e tutto il mondo vorrebbe potergli credere, ma non tutti lo fanno. Stati Uniti e ovviamente Kiev in testa. «Gli Usa e i loro alleati cercano di imporre le loro condizioni ad altre nazioni in un gioco di dominio pericoloso, sanguinoso e sporco» ha dichiarato Putin, il quale ha ribadito che il sostegno di Washington a Kiev è solo un tentativo di mantenere lo status quo in cui le regole vengono dettate sempre dagli stessi attori. «L’Occidente non è più in grado di imporre la propria volontà all’umanità, ma cerca ancora di farlo e la maggioranza delle nazioni non vuole più tollerarlo».

Il mondo secondo Putin

Oltre «ad alimentare la guerra in Ucraina» impedendo a Kiev di trattare con Mosca, l’Occidente starebbe «organizzando macchinazioni a spese di Taiwan, destabilizzando i mercati alimentari ed energetici mondiali». Anche se, rispetto alla destabilizzazione energetica, il capo del Cremlino ritiene che «non è intenzionale». «La Russia non è nemica dell’Occidente, ma continuerà ad opporsi ai diktat delle élite neoliberiste occidentali che invece vogliono sottometterla». «Il loro obiettivo è rendere la Russia più vulnerabile e trasformarla in uno strumento per realizzare le loro mire geopolitiche, ma non ci sono riusciti e non ci riusciranno mai», elenca Sabato Angieri sul Manifesto

Putin smonta l’atomica tattica

Sulla guerra in Ucraina, le forzature di Putin esplodono. «L’ ‘Operazione militare speciale’ sta andando come previsto» e il suo Stato maggiore non ha affatto sottovalutato le capacità belliche dell’Ucraina. Rilancia il complotto ucraino per lanciare una «bomba sporca radioattiva» e poi incolpare il suo Paese e finalmente arriva alle bombe atomiche. Sulle armi nucleari tattiche «Non ci sono motivi per usarle, né dal punto di vista militare, né da quello politico» e Kiev le nomina di continuo per convincere l’Occidente a difenderla contro una «minaccia inesistente».

Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico

Gli Usa di Biden a spinta elettorale di Midterm, scelgono di rilanciare sulla linea dura e hanno annunciato che i piani per installare nuove testate nucleari nelle basi Nato in Europa orientale saranno velocizzati. Anticipare alla fine di quest’anno l’arrivo in Romania e Polonia della nuova versione delle bombe a gravità B61-12, con l’aggiunta della visita segreta del direttore della Cia, William Burns a Kiev, svelata da fonti ucraine. Visita ‘politica’, sostengono da fonti atlantiche, «per ricucire alcuni strappi tra le due amministrazioni». Il capo della Cia a ‘ricucire’, dovrebbe indicare uno strappo davvero grosso di cui non sappiamo. O per gli ultra atlantisti, presagio funesto rispetto al rischio di un’ escalation nucleare.

Atomiche americane in Europa

Dunque gli Stati Uniti hanno deciso di accelerare il dispiegamento di bombe nucleari tattiche B61-12 potenziate in Europa, scrive Politico, citando un cablogramma diplomatico statunitense. L’annuncio è arrivato pochi giorni prima che la NATO iniziasse la sua esercitazione nucleare annuale, Steadfast Noon. Con la Russia che ha replicato con una esercitazione nucleare descritta come «simulazione di un ‘massiccio attacco nucleare’ come rappresaglia per un attacco nucleare alla Russia».

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Inflazione bomba sull’Europa minaccia l’Occidente. Italia +3 punti in un solo mese

Piero Orteca su Remocontro

Inflazione da paura che morde le tasche degli italiani e di tutti i cittadini europei. Dati Istat, prezzi al consumo volati da +8,9% a 11,9% – il livello più alto dal marzo 1984, con un aumento congiunturale su settembre del 3,5%. Ma non è solo una infezione di casa. Tutta Europa colpita, ma da dove arriva il virus di questa nuova pandemia?
La Germania che corre da sola a salvarsi l’economia con 200 miliardi di aiuti in casa e il commercio con la Cina. L’America che di miliardi anti inflazione ne investe 437 mascherando gli aiuti di Stato col sostegno all’energia pulita e dà un colpo mortale a molti settori economici dell’Unione europea.
Francia e Germania hanno suonato l’allarme. Ora la creazione di una “task force” per litigare con l’Amministrazione Biden, ma un conflitto davanti all’Organizzazione mondiale del commercio non è escluso.

Guerra all’inflazione sul Fronte Occidentale

Recessione e inflazioni incombono sul pianeta, e siamo quasi al ‘si salvi chi può’. Nel senso che ognuno cerca di salvare se stesso anche a danno dell’altro. Dalla pandemia Covid all’attuale crisi economica da guerra energetica, quasi tutti i capisaldi unitari occidentali stanno sgretolandosi. L’Unione europea sempre più divisa che deve contrattare ogni provvedimento anche piccolo e che arriva sempre in ritardo. O la Banca centrale Europea, stessa malattia. O l’America di Biden che fa la guerra alla Russia in terra europea ed esporta armi all’Ucraina e inflazione al resto del continente economico. ‘Il Foglio’, certo non sospettabile di anti americanismo pone la domanda chiave:

«L’Inflation Reduction Act di Joe Biden spezzerà l’unità occidentale che negli ultimi otto mesi ha retto alla guerra di Vladimir Putin in Ucraina?».

Esplode la crisi italiana

Il dato arrivato ieri sull’inflazione italiana, passata, in un mese, dall’8,9% a un astronomico 11,9%, fa semplicemente raggelare il sangue. D’altro canto, prima o poi, i nodi dovevano venire al pettine. E per completare un quadro inquietante, aggiungiamoci l’indicatore del Prodotto interno lordo, che nel 3º trimestre, per l’Italia, è diminuito di uno 0,2%, disegnando una sicura prospettiva di recessione per i mesi a venire. Insomma, è come se un esercito invisibile ci avesse chiusi in una “sacca”, con una manovra a tenaglia, dove i due bracci che ci stringono sono rappresentati da inflazione e recessione. Certo, tre punti di inflazione in un mese sono un’enormità, quasi un record per una moderna democrazia industriale. Ma l’Italia ha molti peccati da farsi perdonare e l’economia e la finanza non fanno sconti, a nessuno.

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Lobbista Crosetto, ministro “perfetto”

di Gregorio Piccin (Left)

Guido Corsetto è l’uomo perfetto. Bene ha fatto Giorgia Meloni a piazzarlo al dicastero della difesa. Cosa peraltro che ci aspettavamo. Bene per gli azionisti dell’industria militare e per la belligeranza euro-atlantica del nostro Paese. Un disastro per la maggior parte degli italiani e delle italiane.

Crosetto, co-fondatore e colonna portante di Fratelli d’Italia, è un personaggio chiave del complesso militare industriale nostrano: nel 2018 “lascia” l’impegno politico e viene nominato presidente della Federazione aziende italiane per l’Aerospazio, la difesa e la sicurezza (Aiad) ossia un’appendice di Confindustria che raggruppa gli industriali delle armi e che ha un peso specifico sui governi decisamente ingombrante rispetto allo “zero virgola” del Pil che concretamente rappresenta.

Sul sito web dell’Aiad si legge infatti che questo sodalizio «mantiene stretti e costanti rapporti con organi e istituzioni nazionali, internazionali o in ambito Nato al fine di promuovere, rappresentare e garantire gli interessi dell’industria che essa rappresenta» mentre con «l’Amministrazione e il Segretariato generale della Difesa è ormai consolidato uno stretto rapporto di collaborazione così come con altri dicasteri quali Affari esteri, Sviluppo economico, Università e ricerca scientifica od enti e istituzioni quali Enac, Asi, Cnr».

Crosetto entra poi nel Comitato direttivo dell’…L’ARTICOLO PROSEGUE QUI


Elon Musk capo-“uccellino”

di Massimo Marnetto

Sempre più miliardari arrivano al potere. B., Trump, Blocher (Svizzera), Shinawatra (Thailandia), Piñera (Cile), Macri (Argentina) e ultimo per comparizione Sunak (GB).  Non è un fatto ”naturale”. Credo dipenda dall’ammirazione per i ricchi negli strati più influenzabili. Chi ha fatto i soldi – è il pensiero di questi fan – deve avere altrettanta intelligenza per guidare un Paese. Non è così. Anzi, chi ha passato la vita ad aumentare il proprio patrimonio, continuerà a farlo, sempre al limite o oltre il conflitto d’interesse. 

Ma ora i billion-leader non hanno più bisogno di entrare nella politica convenzionale per comandare. Come Elon Musk, che ha appena comprato Twitter, dove si creano gli orientamenti politici pulsionali: un potere enorme. Dipende da lui se Trump potrà essere riabilitato dopo l’assalto a Capitol Hill, quando fu bannato dai precedenti manager (tutti licenziati). Un rientro che sarebbe decisivo per le elezioni di midterm con conseguenze globali. E questo gigante del consenso c’è chi ancora lo considera un ”uccellino”.


Il signor Presidente del Consiglio Giorgia Meloni

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di Giovanni Lamagna

E’ ovvio, non ci sarebbe neanche bisogno di ribadirlo, che la questione del modo con il quale Giorgia Meloni intende farsi chiamare (“il Presidente del Consiglio” e non, come tutti ci saremmo aspettati, “la Presidente del Consiglio”) non è la massima questione politica oggi all’ordine del giorno. E però non si può neanche dire (come alcuni – anche a sinistra – propendono ad affermare) che sia una questione di nessuna rilevanza politica.

A mio avviso essa è importante, perché manifesta (più di tante altre affermazioni di principio, a volte del tutto formali e retoriche) quale sia l’universo simbolico al quale la Meloni fa riferimento. Che è (a questo punto con tutta evidenza) un universo simbolico a forte marcatura maschile, nel quale cioè l’egemonia maschile non viene messa in discussione e nel quale le donne “devono” inserirsi come parte di esso, quindi come “secondo sesso” (perciò subalterno) e non come sesso che si situa allo stesso livello di quello maschile.

In questo senso, a pensarci bene, la Meloni è perfettamente coerente con la sua cultura politica, che ella stessa ha definito, in più occasioni e con orgoglio, “conservatrice”: c’è quindi poco da meravigliarsene! Questo non vuol dire, però, che la cultura progressista non possa, anzi non debba, fare anche di tale questione un campo di confronto e di conflitto politici.


  • Reader’s – 1 dicembre 2022. Rassegna web
    E’ la più grande forma di criminalità organizzata del Paese: la santissima cosca degli evasori. Il suo fatturato di 140 miliardi è dieci volte quello della droga. E come ogni famiglia che si rispetti, impone il pizzo agli onesti. Ovvero ai contribuenti con ritenuta alla fonte, che pagano un’addizionale occulta per farsi carico del nero dei picciotti. Ma mentre vessa, la cosca si dichiara cristiana, prega la vergine e alza il rosario./Camera, maxi-bonus di Natale per i deputati di 5500 euro: scoppia il caso / L’uomo e la legge /Macron a Washington con le lamentele dell’Europa su guerra e prezzo del gas.
  • Reader’s – 30 novembre 2022 Rassegna web
    Riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza Atlantica. Fra gli invitati anche i rappresentanti di Finlandia e Svezia (da giugno in attesa delle ratifiche per entrare ufficialmente nella NATO), dell’Ucraina e, per la prima volta, del ministro degli Esteri della Moldavia. Al centro della discussione ovviamente l’emergenza ucraina (La capitale resta al buio ma Kiev: «Ci servono missili»): aumento del supporto militare e il possibile rafforzamento del lato orientale della NATO, ma anche forniture extra di aiuti civili. NATO a Bucarest dove la crisi Ucraina nacque: più unita o più divisa che mai? Con l’intensificarsi dei bombardamenti russi alle infrastrutture energetiche, molti ucraini dovranno affrontare il gelido inverno senza elettricità. Un’ulteriore arma a disposizione del Cremlino ma, avverte la NATO, gli aiuti non mancheranno.
  • Reader’s – 29 novembre 2022. Rassegna web
    Finalmente di Massimo Marnetto* Finalmente il Governo indebolirà intercettazioni e Agenzia delle Entrate: via libera a corruttori ed evasori per non disturbare il crimine del fare, il vero volano dell’economia nazionale, troppo spesso frenato da un legalismo castrante. Inoltre, l’evasione sarà depenalizzata, riconoscendo così il sacrosanto diritto ad ogni cittadino di mettere le mani nelle […]
  • Reader’s – 28 novembre 2022. Rassegna web
    La frana di Ischia e la cemento-filia, di Massimo Marnetto/ No al condono ma sì alla riforma del catasto, di Roberto Seghetti / Il peso del carico residuale, di Nadia Urbinati / Aboubakar Soumahoro e gli innocenti,di Alessandro Ghebreigziabiher
  • Reader’s 26/27 novembre 2022 – rassegna web
    «Bergoglio non si è limitato a una posizione morale e sostanzialmente declamatoria», la premessa di Marco Politi, vaticanista di lungo corso e di grande attenzione. «Settimana dopo settimana ha delineato una linea tutta politica, alternativa alla narrazione istituzionale e mediatica prevalente in Occidente secondo cui, non essendo equiparabili le ragioni dell’aggredito e dell’aggressore, bisogna unicamente sostenere lo sforzo bellico dell’Ucraina fino alla sconfitta dell’invasore». Le ripetute perorazioni a tener conto delle «legittime aspirazioni» di ogni parte, evitando l’escalation militare ma anche quella verbale. Una posizione di equilibrio anche sui mai abbastanza citati torti della Nato che a noi laici costavano l’accusa di ‘filo putiniani’
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