Reader’s – 23 luglio 2022. (Rassegna web)

La Corte e il jobs act

di Massimo Marnetto

Più si licenzia, più si assume. Era questa la previsione (falsa) di Renzi, quando ha soppresso l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori per liberalizzare il mercato della manodopera. Al posto del reintegro per il licenziamento senza giusta causa, il Jobs Act introdusse un minimo indennizzo (massimo sei mensilità) al dipendente ingiustamente licenziato.

Ora la Corte Costituzionale ha ammonito il Parlamento affinché rimuova questa ingiustizia, togliendo il ridicolo tetto al risarcimento del lavoratore arbitrariamente licenziato, in quanto ritenuto privo di potere deterrente e preclusivo della possibilità di risarcire un danno maggiore.

Sembrano tecnicalità giuridiche, mentre la pronuncia della Consulta è la clamorosa denuncia di un’ingiustizia perseguita a danno dei lavoratori. Che infatti hanno smesso di votare il PD, fino a quando – nonostante la nuova gestione di Letta – rimarrà pesantemente infiltrato dalla quinta colonna neoliberista dei renziani.


Contro l’inflazione mangia stipendi pensioni e risparmi, istruzioni per l’uso

Antonino Di Stefano su Remocontro

Come sopravvivere in tempi di inflazione: come difenderci noi, ma anche cosa possono fare le istituzioni, anche se al momento, con la crisi di governo, sono in stand by. Teniamo sempre presente che l’inflazione attuale è generata principalmente dai prezzi dell’energia e delle materie prime e dalla interruzione della catena internazionale di forniture, con riflessi sui noli e sui costi di trasporto.

Il cittadino all’assalto del mercato

In genere avviene il contrario: è il mercato che condiziona le scelte del consumatore. Proviamo questa volta a farci furbi e dedicare un poco più di tempo e di attenzione ai nostri acquisti. Molto dipende dal tempo a disposizione, delle informazioni di cui disponiamo, del luogo in cui abitiamo. In condizioni ottimali, girare e valutare qualità e prezzi tra la grande distribuzione è una buona strategia. I supermercati non sono standard. Ognuno ha una sua caratteristica preminente, lancia campagne promozionali, ha surplus di certi prodotti da smaltire. Armiamoci di pazienza, e controlliamo.

C’è, per esempio, quello dove la carne è buona ed i prezzi sono più bassi; l’altro che mette in offerta a poco prezzo prodotti a scadenza imminente; l’altro ancora che ha in magazzino troppa merce di un certo tipo ed ha necessità di smaltirla. Approfittiamo, non avendo paura di riempire la nostra dispensa, specialmente con prodotti non deperibili.

Teniamo anche conto che in questa sottile azione di difesa anche i tempi hanno la loro importanza, per cui certe merci o servizi (anche turistici o di svago) variano di prezzo a seconda del momento. Adattarci, potrebbe anche non essere un sacrificio.

La valutazione dei consumi

Siamo sicuri di non poter rinunciare a nulla delle cose cui siamo abituati? Cominciamo con il ridurre o eliminare le spese inutili, ovvio. Sono abitudini, infatti, e come tali possono essere cambiate. Senza incidere molto sulla nostra qualità di vita. Via, facciamo mente locale! Citando le cose di cui possiamo privarci senza danno, rischiamo di attirarci l’odio di alcuni produttori di beni e servizi. Lasciamo, pertanto, l’approfondimento alla vostra analisi.

Gli investimenti

Per il debitore, si dice che l’inflazione è positiva perché riduce il valore reale del suo debito. Ciò vale fino ad un cero punto. Fino a quando il debitore non deve rinnovare il suo impegno e dovrà farlo a costi più elevati. Proprio in questi giorni la BCE ha aumentato i tassi  e continuerà presumibilmente a farlo anche in futuro. Quindi, attenti alle scadenze e speriamo di averle scelte  a suo tempo a lungo termine ed a tasso fisso.

Soldi, immobiliare e finanziario

Il ragionamento si ribalta per chi dispone di soldi e vuole investirli. In genere si guarda a due settori: l’immobiliare ed il finanziario. Negli ultimi anni i prezzi degli immobili sono scesi moltissimo. Con l’inflazione potrebbero ripartire. Non è sbagliato guardare a qualche buona occasione nei centri delle grandi città e nelle località turistiche di pregio.

Nel settore finanziario, l’inflazione governata dalla politica sui tassi delle banche centrali offre margini di guadagno nel reddito fisso, acquistando a prezzi più bassi, dato l’andamento dello spread. Consiglieremmo di attendere ancora un poco per vedere come si evolvono le cose e di guardare a scadenze intorno ai cinque-dieci anni. Lo stesso ragionamento si può applicare per l’azionario, dove i prezzi, grazie alla pandemia ed alla guerra, sono scesi abbastanza, ma non è detto che non scendano ancora.

Nella materia tutto è opinabile. In altre forme di investimento più sofisticate, oggi tanto di moda, non osiamo avventurarci. Lasciamo la materia agli addetti ai lavori, invitando i neofiti a fare molta attenzione.

Le imprese

Qui i problemi potrebbero farsi veramente gravi: costi dell’energia, approvvigionamento di materie prime e semi lavorati, credito bancario. Con l’aggravante che molte nostre imprese manifatturiere lavorano su commessa estera, molta dalla Germania, e se si ferma la locomotiva tedesca, veramente sono dolori.

Piani di risparmio

Per i finanziamenti, una possibile alternativa di provvista, che serve anche a disinnescare l’inflazione, sono i Piani individuali di risparmio, introdotti dal governo Renzi nel 2017 per sostenere le piccole e medie imprese. L’idea è quella di collegare il risparmio privato alla possibilità per le imprese italiane di raccogliere risorse finanziarie alternative al canale bancario. Una banca milanese aveva loro dato grande impulso, ma sarebbe il caso di rivitalizzarli e dare maggiore diffusione.

Il ruolo del governo e delle istituzioni

La crisi di governo ha fermato le iniziative in materia. Non sappiamo quanto potrà essere recuperato nella “gestione degli affari correnti”. Il ruolo del governo è fondamentale ed incisivo. Anche perché l’inflazione tocca come una tassa occulta le fasce più deboli della popolazione e sarebbe doveroso intervenire. Con la leva fiscale, riducendo il carico sui redditi da lavoro dipendente e le pensioni più basse. Ma anche intervenendo sui costi dell’energia e dei carburanti. Non possono certo bastare i trenta centesimi di riduzione, tra l’altro a scadenza, non strutturali. Il governo avrebbe in materia una certa elasticità di manovra, tenendo conto dell’extra gettito derivante dall’aumento dei prezzi. A livello europeo si stava lavorando alla istituzione di un tetto al prezzo del gas, una sorta di calmiere, vedremo.

L’Iva e i ‘prodotti penetranti’

Il governo italiano, però, una cosa può fare: ridurre l’Iva sui cosiddetti “prodotti penetranti”, quelli che per necessità compriamo più spesso, in genere alimentari e per la casa. Con queste premesse, sarà veramente dura impostare la prossima legge di bilancio a fine anno. Non invidiamo coloro che subentreranno dopo le elezioni.


L’Altro da me è il mio Maestro interiore

di Giovanni Lamagna

Considero l’Altro che abita in me una sorta di maestro interiore. Infatti, mi piace anche chiamarlo così: Maestro interiore. Vive in ognuno di noi, ma spesso manco sappiamo, manco ci accorgiamo della sua esistenza e presenza. Per questo va scoperto, dobbiamo imparare a conoscerlo, la nostra relazione con lui non è affatto scontata.

Egli è la sedimentazione e il coagulo di tutti gli insegnamenti che abbiamo ricevuto e scelto di accogliere, trasformandoli e personalizzandoli, nel corso della nostra vita, attraverso incontri reali o attraverso incontri virtuali (libri, film, spettacoli teatrali, perfino internet…).

Non è il Super Ego, col quale è possibile confonderlo e molti lo confondono. Il Super Ego, infatti, è autoritario e censore, duro, a volte persino isterico: si è imposto a noi, il più delle volte addirittura inconsciamente, attraverso la formazione che abbiamo ricevuto nell’ambiente nel quale siamo cresciuti da bambini; non lo abbiamo scelto noi, come persone adulte, libere e consapevoli.

L’Altro da sé è, invece, un maestro dolce e severo, rigoroso e allo stesso tempo incoraggiante, alla cui sequela abbiamo deciso noi di metterci, ad un certo punto della nostra vita, in genere a partire dalla nostra adolescenza, liberamente e consapevolmente, senza che alcuno ce lo abbia imposto.

E’ la voce sottile dell’umano che parla dentro di noi. Così sottile, che, se non aguzziamo l’udito (metaforico) e se non azzeriamo il chiasso che normalmente ci circonda, corriamo il rischio di non sentirla.


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