Reader’s – 27 marzo 2022


La recente rinuncia da parte mia alla pubblicazione quotidiana delle “proposte dal web” non mi ha impedito di sostituirla con una breve rassegna stampa, inaugurata ieri, che proporrò di tanto in tanto in questa nuova edizione di nandocan (nan-do-can.blog) ,quando possibile linkando al testo integrale. Readers sarà dunque una selezione (qualcuno ricorda il reader’s digest?) di citazioni prese dagli interventi, dal mio punto di vista più interessanti dei colleghi ed amici indicati in questi anni come “abitualmente dal web” . Comprese naturalmente le newsletter delle associazioni di cui faccio parte da anni: Fnsi, Articolo21, Libertà e giustizia, Costituente terra. (Nandocan).

Addivanati

Roma, 27 marzo 2022. Il Marnetto quotidiano sembra voler riprendere oggi il discorso avviato ieri da Antonio Cipriani sui talk in tv. “Si sta stretti -scrive – Tutti seduti sullo stesso denigrante divano. C’è il pacifista, che non vuole inviare armi, accusato di fare il moralista da divano. L’interventista, favorevole all’invio, criticato perché fa il barricadero da divano. E poi esperti, generali emeriti, commentatori, politici, tutti bravi a dare pareri, ma fasulli perché ”addivanati”. Insomma, conclude, “se volete avere un minimo di ascolto, dite qualsiasi cosa, ma in piedi. Anche se questa postura vi stanca e gonfia le vene delle vostre gambe. Perché la verità è varicosa”.

L’incauto Biden ha fatto solo una gaffe?

Se lo chiede su Remocontro.it, Piero Orteca* “Per l’amor del Cielo, quest’uomo non può rimanere al potere». La frase, come è noto, “è scappata sabato sera, a Varsavia, al presidente Usa Joe Biden. Preannuncio di golpe interno a spinta americana?E la politica internazionale va nel panico. Con il segretario di Stato americano, Antony Blinken, si è affrettato a precisare che gli Stati Uniti non stanno lavorando per provocare un cambio di regime a Mosca. E lo stesso ha dovuto fare Biden poche ore dopo. Ma resta il dubbio. L’incauto presidente ha fatto solo una gaffe?

Beh ha giudicare dalla storia che leggo (in queste giornate di clinica) della sua lunga carriera politica ( a soli 30 anni senatore del Delaware) scritta e pubblicata dal documentatissimo collega Francesco Costa insieme a quella non meno interessante di Camala Harris poco dopo l’ingresso alla Casa Bianca dei due, il dubbio è ampiamente giustificato.

“In precedenza, prosegue Orteca, incontrando i profughi, tanto per non farsi mancare niente, Biden aveva definito Putin “un macellaio”. Insomma, altro che ricerca della pace. Tutti hanno avuto la stessa impressione: l’inquilino della Casa Bianca ha gettato altro combustibile sul fuoco della crisi.”

“Dimitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha risposto che “spetta ai russi scegliere chi li governa”. Gli “sherpa” che accompagnavano il Presidente Usa, resisi conto dei “danni collaterali” da lui provocati, hanno cercato, goffamente, di dare un’interpretazione diversa da quello che tutti avevano già capito. Cioè, che Biden “parlava del potere di Putin in Ucraina”. Naturalmente, la pezza è stata peggiore del buco. Perché non ci ha creduto nessuno.”

“…Capito al volo che aria tirava, il Segretario di Stato, Antony Blinken, ha voluto tornare sull’argomento anche durante il suo viaggio in Israele, precisando che “gli Stati Uniti non cercano nessun cambio di regime”. Troppo tardi. Il “Global Times”, versione internazionale del “Quotidiano del Popolo” cinese, aveva già attaccato gli Usa a testa bassa, in prima pagina: “Il vero scopo di Washington, smascherato – scrive l’organo del Partito comunista – è far cadere la Russia, rovesciando il governo per mantenere l’egemonia degli Stati Uniti”.

Europa afona ora s’inquieta

Bacchettate, anche dal Presidente francese Macron, che ha messo tutti in guardia “dall’utilizzo di un linguaggio incendiario per descrivere l’invasione russa dell’Ucraina”. Parlando con l’emittente “France 3”, Macron ha sostenuto che bisogna raggiungere prima un cessate il fuoco e poi il ritiro totale delle truppe russe, con mezzi diplomatici. “Se vogliamo farlo – ha concluso – non possiamo alzare i toni, né con le parole e né con i fatti”. “La scelta da chi essere governato, spetta al popolo russo”, ha detto, da parte sua, il Segretario all’Istruzione britannico Nadhim Zahawi, mentre la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, sottolinea quello che succede “quando il Presidente Biden si discosta dal testo scritto”.

Feroci in casa Usa

La riflessione più impietosa, però, arriva dagli Stati Uniti, dove i sondaggi già da un pezzo penalizzano la Casa Bianca. James Freeman, sul “Wall Street Journal”, esorta il presidente “a non parlare in pubblico”. E aggiunge, impietoso: “Alcune questioni sono semplicemente troppo importanti, per essere lasciate a un Joe Biden senza copione. Questa rubrica non offrirà una diagnosi a distanza della salute mentale del Presidente. Ma questi sono tempi pericolosi e noi saremmo molto più sicuri se Biden facesse dichiarazioni già preparate, su argomenti come, ad esempio, le armi di distruzione di massa. Lui non sembra essere all’altezza del compito, per cui, durante una crisi internazionale, dovrebbe cercare di parlare il meno possibile”. Insomma, quasi un epitaffio.

* PIERO ORTECA, giornalista, analista e studioso di politica estera, già visiting researcher dell’Università di Varsavia, borsista al St. Antony’s College di Oxford, ricercatore all’università di Maribor, Slovenia. Notista della Gazzetta del Sud responsabile di Osservatorio Internazionale

Infine una buona notizia dalla Fnsi: Ripartono le corrispondenze Rai da Mosca. Usigrai: «Buona notizia per l’informazione del servizio pubblico»

Plauso del segretario Daniele Macheda e del fiduciario dei corrispondenti esteri, Rino Pellino. «Non era più sostenibile – rilevano – continuare a “tenere in panchina” i nostri giornalisti mentre i principali network internazionali riprendevano il flusso informativo dalla Russia».

La Rai riprende le attività giornalistiche della sede di corrispondenza di Mosca a partire dal 30 marzo. «Una buona notizia per la libertà e l’indipendenza dell’informazione del servizio pubblico», commentano Daniele Macheda, segretario Usigrai e Rino Pellino, fiduciario dei corrispondenti esteri.

“Da settimane – spiegano in una nota – l’Usigrai e i corrispondenti della Rai chiedevano che venisse presa questa decisione per consentire ai corrispondenti Marc Innaro e Sergio Paini e agli inviati pronti a rientrare nella Federazione Russa di riprendere il loro racconto di quanto sta accadendo dall’altra parte del conflitto. Non era più sostenibile che Rai continuasse a “tenere in panchina” i propri giornalisti mentre i principali network internazionali, valutata la situazione e la nuova normativa in vigore in Russia, riprendevano il flusso informativo da Mosca. Una situazione il cui prolungarsi ha alimentato polemiche e dubbi sulle reali ragioni di quella decisione».

Macheda e Pellino augurano quindi «buon lavoro ai colleghi Innaro e Paini e a tutti gli inviati della Rai che si avvicenderanno sul territorio della Federazione Russa, auspicando che le corrispondenze, d’intesa con le testate, possano riprendere anche prima del 30 marzo».

La sospensione delle attività giornalistiche da Mosca era stata determinata dalla nuova normativa della Federazione Russa che prevede pene detentive per chi diffonde notizie ritenute unilateralmente “non fondate” dalle autorità russe sull’invasione in Ucraina e sulle sanzioni imposte da vari Paesi.

  • Reader’s 1-2 ottobre 2022. Rassegna web
    Ma davvero qualcuno pensa, non solo negli Stati uniti, ma soprattutto in Europa dove più si pagano le conseguenze di questa guerra per procura, che dopo un relativo successo della controffensiva ucraina il governo russo avrebbe detto: “ci ritiriamo, scusate il disturbo, non avevamo previsto che l’invio delle armi occidentali avrebbe fatto la differenza”? Come riferisce oggi Ennio Remondino sul suo Remocontro: “Kiev rispetti la volontà popolare, cessi il fuoco e torni al tavolo del negoziato, noi siamo pronti ” ha invece dichiarato Putin al termine della cerimonia di annessione. Ma “con Putin Presidente negoziato impossibile”, ha risposto 18 ore fa Zelensky.
  • Reader’s 30 settembre 2022. Rassegna web
    L’atlantismo acritico del segretario del PD, tanto “fervente” da considerare incompatibile perfino un’accordo elettorale con i Cinquestelle, è risultato determinante per la vittoria del centro destra. Che ci sia stato non un semplice sbaglio ma un errore calcolato è la tesi sostenuta da Marco Montelisciani nell’articolo che vi propongo dall’ ultimo numero della rivista del Centro per la Riforma dello Stato. Dove si prova a spiegare anche come e perché il voto popolare per Conte “ha sconfitto la strategia del voto utile e la finzione del bipolarismo”. Per cui oggi “la sinistra è davanti all’ennesimo bivio”. 
  • Reader’s 29 settembre 2022. Rassegna web
    Ma non ha vinto il fascismo. Ha vinto il sistema che con tanto trasporto e accanimento e falso messianismo, abbiamo creato. Il sistema che si fonda e si conserva costruendo il nemico: sul piano internazionale e sul piano interno, perché non ci può essere su un piano se non c’è anche sull’altro.I social sono null’altro che delle “piazze”, che la moderna tecnologia ci mette a disposizione: piazze virtuali, che si sono aggiunte da qualche anno a quelle reali, da tempo immemorabile luogo abituale di incontro e frequentazione tra persone di vario tipo e livello. Dire “io non frequento i social” o, addirittura, “io schifo i social” equivale a dire “io non scendo mai per strada e non vado mai in piazza, perché schifo le persone che le frequentano”. Come se tutte le persone che frequentano strade e piazze fossero lo stesso tipo di persone; mentre non è così./
  • Reader’s – 28 settembre 2022. Rassegna web
    Probabile sabotaggio del gasdotto Nord Stream. Guerra di chi per arrivare a cosa? di Ennio Remondino Nord Stream, l’ipotesi di un attacco ai gasdotti. Secondo fonti del governo tedesco, «un incidente è altamente improbabile»: per Berlino entrambe le linee sarebbero state «attaccate». Da […]
  • Reader’s – 27 settembre 2022. Rassegna web
    La vittoria di Meloni vista dagli Usa: «L’Italia verso il governo più a destra dai tempi di Mussolini» (da Remocontro) Copertura da ‘prima fascia’ al voto italiano sulla stampa americana. Ora si aspetta la reazione della Casa Bianca che alla vigilia […]

0 risposte a “Reader’s – 27 marzo 2022”

  1. Grazie Nando per il nuovo blog. Con una breve lettura sono stata informata sulla situazoone attuale della guerra in Ucraina molto meglio di tanti telegiornali.

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