Reader’s – 11 settembre 2022. Rassegna web

Sottrarsi al tempo delle perline colorate

Antonio Cipriani su Remocontro

Il canto più bello è quello degli uccelli nel silenzio. Ma prima dobbiamo avere il silenzio. Così scrive Wandell Berry, scrittore, poeta, ambientalista del Kentucky, autore di “Mangiare è un atto agricolo”.

Per sapere ascoltare un canto, occorre trovare il silenzio, sottrarsi dal rumore di fondo che rende le nostre vite incessanti, obbedienti, caotiche, ricche talvolta, spesso disperate ma scintillanti, sostanzialmente piene di dimenticanze e di bruttezza, di specchietti per allodole e chincaglierie che vecchi e nuovi conquistadores continuano a farci brillare davanti agli occhi sbigottiti. Con una tale pertinacia e perfidia che la vita, quella cosa meravigliosa che possediamo, passa in secondo piano di fronte alla manfrina che nella società dello spettacolo è diventata la realtà stessa. Nonostante tutto, nostro malgrado, contro ogni forma di verifica accettabile.

Risalendo la stradina sterrata che sale dal cuore scosceso della valle appare la bellezza, mai assillante né oziosa, languida quando è ora e forte e lieve e austera.

Ne ascolto l’armonia, vale per ogni tempo e per ogni spazio. Respirando l’aria serena di sostanza sferzante. Non ci sono alternative, camminiamo in bilico tra memoria e futuro, ad ogni passo perdiamo qualcosa o salviamo qualcosa. Siamo noi i responsabili sacri della pietra, del sogno, della luna, del vento che agita coscienze e rende improvvisi gli sguardi.

Siamo noi i custodi delle radici, degli alberi, della linea dell’orizzonte, della solitudine e della semplicità, di ciò che è spirituale, che ha a che fare con lo spirito, con l’immateriale, con la capacità di pensare la vita non come una successione banale e formattata di azioni, di successi legati a queste azioni obbedienti, inculcate per annullare in un colpo solo la magnificenza del ricordo e dell’utopia, del passato sul quale poggiamo i piedi e del domani per chi verrà.

Quando le manfrine diventano trappole, e la vita rischia di essere in ostaggio di queste trappole, come per il canto degli uccelli è necessario riscoprire il silenzio. Saper dire di no, spostare l’asse dei pensieri fuori dai binari che implicano conformismo e ripetizione astratta e durevole di azioni nefaste; riprendere a tessere le parole semplici, le narrazioni che fanno bene al cuore, dividendo il grano dal loglio, lasciando cadere ciò che ci fa male, recuperando spazio e desiderio, consapevolezza su ciò che serve per vivere. Il poco e il niente. Non il troppo e l’ingiusto.

Bisogna smetterla di celebrare eroi ed eroismi, tanto più se sono farlocchi, figli di codici dettati contro i nostri interessi. Conservare nel cuore la cura per quello che rende la vita semplice e dolce. Amara, tragica, fiaccante, sublime, piena di risate o anche di lacrime che sanno di sale e di rabbia. La vita insomma che non è quella cosa in ostaggio dei media e della mostra perenne di chi ha successo e quindi ha un diritto in più di renderci l’esistenza piatta e patetica.

Spetta a noi, qui e ora, risalire la strada scoscesa e dire di no. Per coltivare cultura e agire per salvare il mondo. Salvare i nostri figli, salvarci dalla brutalità del senso comune, dalla ferocia dell’interesse privato che è sempre scintillante e sempre cela distruzione simbolica, per lo meno, del bene comune. I nostri padri hanno faticato, hanno dato il sangue, si sono spaccati la schiena, sono stati poveri, hanno vissuto di espedienti. Non vuol dire che noi dobbiamo buttare tutta questa bellezza, la poesia della storia, la creatività dell’arte sublime per una vasca da idromassaggi.

Spetta a noi sottrarsi al tempo delle perline colorate, alla svendita di tutto, alla celebrazione della banalità, all’esaltazione del principio brutale del vantaggio e alla perdita del bene comune che definisce il territorio abitato da una comunità come spazio pubblico di incontro e di cultura.

Se perdiamo il concetto politico di spazio pubblico, perdiamo il futuro. Occorre tenere accesa la fiammella! Anche in tempi oscuri e fragorosi come questi.


Caro Antonio, mi perdonerai se per sottolineare la sintonia con quanto scrivi oggi sul tuo “Polemos”, cito questa mia videopoesia, “La casa del silenzio”, pubblicata un paio d’anni fa.


Avviare ora trattative di pace

titola oggi Marnetto e credo che lo stesso invito farebbe la maggior parte degli esseri umani in questo pianeta. Peccato che manchi ancora la buona volontà dei cobelligeranti e/o dei loro mandanti o alleati, ai quali la proposta di sostituire Erdogan con Angela Merkel con il rischio che faccia sul serio non pare proprio una buona idea. D’altronde, l’idea non è nuova. Se fosse condivisa, chi più e meglio dell’Unione Europea avrebbe i titoli per portarla avanti? (nandocan)

di Massimo Marnetto

Sono stato favorevole all’invio di armi alla resistenza ucraina, così come vedo con favore la positiva controffensiva in atto. Ma proprio questo parziale riequilibrio è il momento più favorevole per avviare trattative di pace. Non delegandole all’opportunista Erdogan, ma schierando l’Europa con la nomina di un Commissario ad hoc per le trattative di pace. Angela Merkel sarebbe la persona più indicata per spessore ed esperienza (e conoscenza del russo). E anche perché una donna tra due uomini in conflitto è psicologicamente una presenza disaggressiva.  

Ma occorre far presto. Prima che Putin, colpito nell’orgoglio, reagisca con mosse azzardate, come il bombardamento di un’ala della centrale nucleare di Zaporizhzhia per provocare una prima nube tossica di avvertimento. Questa pace è un interesse strategico dell’Europa non solo per il gas, ma per la necessità di intrattenere relazioni stabili con la Russia. Un processo di pace ha bisogno di un ”agente”, che faccia la spola tra Kiev e Mosca (e Pechino), fino a portare i contendenti attorno ad un tavolo. Agiamo ora per la pace. Senza paura di fallire, perché il solo fallimento è non averci provato.


Invito al voto

Poiché sono convinto, come credo la maggior parte di voi, delle buone ragioni per andare a votare alle prossime elezioni politiche aderisco volentieri alla campagna contro l’astensione di “Libertà e Giustizia” pubblicando a partire da oggi gli inviti al voto rivolti dal suo Presidente Sergio Abate e da altri esponenti dell’associazione.


  • Reader’s – 24/25 settembre 2022. Rassegna web
    siamo giunti al venerdì della chiusura della campagna elettorale. Non possiamo che raccomandare di andare alle urne ed esprimere il voto, Nell’attuale situazione la rinunzia alla scelta, anche se fosse per esprimere una protesta, sarebbe inefficace e influirebbe negativamente rispetto ai mali che si vorrebbero evitare. Vi segnaliamo la possibilità di far registrare al seggio un reclamo contro l’iniqua legge elettorale esistente (il “rosatellum”) secondo quanto suggerito da “Critica liberale” e altre personalità, e si può trovare al seguente link:
  • Reader’s – 23 settembre 2022. Rassegna web
    Il salto di scala militare è immediatamente salto di scala politico e geopolitico. E si spera che il terrore per il famigerato bottone nucleare faccia finalmente il miracolo di mettere in testa a una classe priva di senso della storia che la guerra in Ucraina non è una guerra regionale in cui basta schierarsi dalla parte dei valori democratici perché il cattivo perda e tutto torni al posto suo: è una guerra destituente e costituente dell’ordine mondiale, dopo la quale, e comunque vada a finire, al posto suo non tornerà niente. Questione epocale, sulla quale non una sola parola è stato possibile ascoltare nella ridondanza mediatica e comunicativa della campagna elettorale italiana. Dove la guerra ha giocato un ruolo sorprendentemente bifronte.
  • Reader’s 22 settembre 2022. Rassegna web
    Siamo in molti a notare come in questa breve campagna elettorale si sia parlato ben poco della guerra in Ucraina e del ruolo che potrebbero avere Italia ed Unione europea nel tentativo di giungere ad una soluzione del conflitto nel più breve tempo possibile. È vero che da sinistra si continua a invitare l’Europa a prendere l’iniziativa, magari affidandosi all’esperienza dell’ex cancelliera Merkel come propone qualcuno, ma senza crederci troppo, nella consapevolezza che chi, con l’invio delle armi, è co-belligerante di fatto non possa accreditarsi anche per il ruolo di mediatore. D’altronde, l’auspicata autonomia dell’ Unione Europea dalla Nato mi pare piuttosto teorica, quella dell’Italia dagli Stati Uniti ancora di piú.
  • Reader’s 21 settembre 2022 rassegna web
    I capelli delle donne vanno coperti perché sono belli e inducono gli uomini in tentazione. E si sa, un uomo eccitato perde lucidità e non si calma se non dopo un amplesso. Per evitare questo ”disordine”, il dio mussulmano (ma non solo) impone alle donne di coprirsi i capelli con un velo. Le donne più coraggiose – come Masha Amini – si ribellano e per questo vengono picchiate e uccise dalla Polizia Morale iraniana.
  • Reader’s – 17/18 settembre 2022. Rassegna web
    Alternanza sì ma nel rispetto della democrazia (e per favore non sparate sulla Costituzione) Il dibattito elettorale diviene ogni giorno più acceso in vista del voto del 25 settembre, è rimasta però una sorta di autolimitazione che vieta di invocare l’antifascismo come dimensione di senso che dovrebbe orientare le scelte di voto del popolo italiano. […]
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: