Libertà di reato

L’ex giudice Nordio, candidato dalle destre al Parlamento, promette di ripristinare l’autorizzazione delle Camere per le indagini sui magistrati inquisiti.

di Massimo Marnetto, 29 agosto 2022

Più il Parlamento si riempie di inquisiti e pregiudicati, più i suoi inquilini domandano impunità. Così la destra – che vive il problema con partecipazione – si prepara ad assecondare l’andazzo: l’ex giudice Nordio promette di ripristinare il ”permesso” delle Camere anche solo per indagare un parlamentare. Cioè riportando in vita quella autorizzazione a procedere assoluta, ridimensionata nel 1993, dopo Tangentopoli. 

Da allora, i politici hanno cercato di difendersi dai processi. E fu il più creativo di loro – B. – a trovare la formula per delegittimare l’operato dei giudici: gli onorevoli corrotti non erano perseguiti dalla legge, ma perseguitati da toghe rosse comuniste, per mero odio politico. Ci vollero anni e condanne definitive per dimostrare che dietro quel vittimismo peloso si nascondeva una folta schiera di onorevoli in contiguità con il crimine – anche organizzato.

Se vince la destra, Nordio vuole restituire la libertà di reato ai parlamentari. Una regressione eversiva: quando cede il principio di uguaglianza davanti alla legge, la democrazia non regge.


  • Reader’s – 24/25 settembre 2022. Rassegna web
    siamo giunti al venerdì della chiusura della campagna elettorale. Non possiamo che raccomandare di andare alle urne ed esprimere il voto, Nell’attuale situazione la rinunzia alla scelta, anche se fosse per esprimere una protesta, sarebbe inefficace e influirebbe negativamente rispetto ai mali che si vorrebbero evitare. Vi segnaliamo la possibilità di far registrare al seggio un reclamo contro l’iniqua legge elettorale esistente (il “rosatellum”) secondo quanto suggerito da “Critica liberale” e altre personalità, e si può trovare al seguente link:
  • Reader’s – 23 settembre 2022. Rassegna web
    Il salto di scala militare è immediatamente salto di scala politico e geopolitico. E si spera che il terrore per il famigerato bottone nucleare faccia finalmente il miracolo di mettere in testa a una classe priva di senso della storia che la guerra in Ucraina non è una guerra regionale in cui basta schierarsi dalla parte dei valori democratici perché il cattivo perda e tutto torni al posto suo: è una guerra destituente e costituente dell’ordine mondiale, dopo la quale, e comunque vada a finire, al posto suo non tornerà niente. Questione epocale, sulla quale non una sola parola è stato possibile ascoltare nella ridondanza mediatica e comunicativa della campagna elettorale italiana. Dove la guerra ha giocato un ruolo sorprendentemente bifronte.
  • Reader’s 22 settembre 2022. Rassegna web
    Siamo in molti a notare come in questa breve campagna elettorale si sia parlato ben poco della guerra in Ucraina e del ruolo che potrebbero avere Italia ed Unione europea nel tentativo di giungere ad una soluzione del conflitto nel più breve tempo possibile. È vero che da sinistra si continua a invitare l’Europa a prendere l’iniziativa, magari affidandosi all’esperienza dell’ex cancelliera Merkel come propone qualcuno, ma senza crederci troppo, nella consapevolezza che chi, con l’invio delle armi, è co-belligerante di fatto non possa accreditarsi anche per il ruolo di mediatore. D’altronde, l’auspicata autonomia dell’ Unione Europea dalla Nato mi pare piuttosto teorica, quella dell’Italia dagli Stati Uniti ancora di piú.
  • Reader’s 21 settembre 2022 rassegna web
    I capelli delle donne vanno coperti perché sono belli e inducono gli uomini in tentazione. E si sa, un uomo eccitato perde lucidità e non si calma se non dopo un amplesso. Per evitare questo ”disordine”, il dio mussulmano (ma non solo) impone alle donne di coprirsi i capelli con un velo. Le donne più coraggiose – come Masha Amini – si ribellano e per questo vengono picchiate e uccise dalla Polizia Morale iraniana.
  • Reader’s – 17/18 settembre 2022. Rassegna web
    Alternanza sì ma nel rispetto della democrazia (e per favore non sparate sulla Costituzione) Il dibattito elettorale diviene ogni giorno più acceso in vista del voto del 25 settembre, è rimasta però una sorta di autolimitazione che vieta di invocare l’antifascismo come dimensione di senso che dovrebbe orientare le scelte di voto del popolo italiano. […]
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