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Allarme Palestina

newsletter n. 16 del 28 maggio 2020

Gentili Amiche ed Amici,
nonostante il blocco provocato dalla pandemia, la proposta avanzata dalla nostra Scuola “Costituente Terra” continua a fare il suo corso; oggi pubblichiamo nel nostro sito www.costituenteterra.it la video-lezione che il prof. Luigi Ferrajoli ha tenuto il 20 maggio scorso a un Seminario del Corso di laurea in Scienze dell’informazione di Roma Tor Vergata sul tema. “Dopo il COVID. Una sfera pubblica globale e una Costituzione della Terra”, moderatore Raul Mordenti (e un’altra ne ha tenuta oggi con l’università di Palermo).

Come sappiamo sulla via della costruzione di un’unica comunità umana capace di dotarsi di una Costituzione mondiale molti sono gli ostacoli che l’attuale crisi pandemica ha reso ancora più pressanti e tali da condizionare ogni futuro sviluppo. I giornali ne sono pieni e anche noi ne abbiamo dato ampio conto sul nostro sito. Uno di questi, il nodo palestinese, che il circuito informativo ha abbandonato a se stesso e che ignora come se non esistesse più, torna oggi drammaticamente in primo piano per il programma del governo Netanyau, risalito al potere in Israele, di annettersi i territori palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme, con l’avallo di Trump che spaccia come un “piano di pace” la proposta di comprare la resa palestinese per un paio di dollari.

I palestinesi, la Giordania, le Chiese cristiane e i vescovi di Terrasanta protestano e insistono per una soluzione politica che salvaguardi il popolo palestinese e la pace nel mondo, ma tutti gli altri, a cominciare dall’Italia e dall’Europa, stregati dal virus, tacciono e guardano dall’altra parte. Pateticamente oggi, 28 maggio, la Comunità palestinese di Roma tiene un sit in davanti alla sede della RAI in viale Mazzini, perché in un programma chiamato “L’eredità” in onda su RAI 1 il 21 maggio scorso, il conduttore correggeva una concorrente che aveva indicato Tel Aviv come la capitale dello Stato d’Israele, affermando che la capitale era invece Gerusalemme.  In realtà Gerusalemme è una città dilaniata e occupata, divisa in se stessa tra la sua parte dell’Ovest e quella dell’Est, e divisa dal resto del territorio di Palestina da presidi armati e da muri che non sono le storiche mura di Gerusalemme. Israele l’ha proclamata sua capitale per sempre, e Trump ha apposto su questa decisione il suo sigillo imperiale spostando a Gerusalemme l’ambasciata americana, mentre tutte le altre rappresentanze, a cominciare da quelle italiana ed europee sono rimaste a Tel Aviv.

Ma oggi il dramma precipita ben al di là della questione della capitale, in mano a un Trump che non fa altro che giocare con le catastrofi, che si tratti del confronto nucleare con la Corea del Nord, o della sfida lanciata al disastro ambientale ed ecologico, o della gestione irresponsabile della pandemia, o dell’escalation dello scontro con la Cina e con le maggiori Istituzioni internazionali. Aggiungere a questo bizzarro e insano inventario il colpo di mano di una liquidazione iniqua della questione palestinese, dando fuoco alle polveri proprio là dove tutto è cominciato,  getterebbe sull’equilibrio già precario del tempo presente un carico insopportabile creando una massa critica pronta ad esplodere.

Nella prospettiva che possa riprendere invece un pacifico e ragionevole cammino verso la costruzione di una unitaria risposta umana alle crisi epocali in atto, pubblichiamo due testi, uno del movimento “Noi siamo Chiesa” che ha aderito alla nostra Costituente e propone una riflessione sul futuro dell’enciclica “Laudato sì”, un altro di Raniero La Valle che attingendo alla memoria del passato ritiene possibile pensare la famiglia della Terra come una cosa sola, “l’Unigenita”.
Con i più cordiali saluti

www.costituenteterra.it

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