Reader’s – 23 maggio 2022 (rassegna web)

Reader’s – 23 maggio 2022 (rassegna web)

Non so quanti di voi lo abbiano capito, ma il ruolo che il mio giovane amico Massimo Marnetto si è assegnato ed esercita quotidianamente con lodevole costanza ed efficacia non è quello del grillo parlante o del rompiscatole (a seconda del punto di vista), ma piuttosto quello del cittadino attivo che democraticamente vigila su quanto accade giornalmente in Italia e nel mondo e su chi ne porta la responsabilità. Criticando ma anche proponendo.

Così oggi con una lettera aperta alla Presidente del Consiglio europeo, Ursula von der Leyen, propone “che la UE si faccia carico degli sforzi per raggiungere la pace, nominando un Commissario Speciale per le Trattative russo-ucraine. Questa figura avrà il compito di tessere contatti ad oltranza tra Mosca e Kiev con proposte, correttivi e aggiustamenti, fino a predisporre una piattaforma condivisa, su cui le parti possano raggiungere un accordo. Se nessuno fa questo faticoso lavoro preparatorio, aggiunge, la pace non verrà con il solo invio di armi, pur necessarie nella fase iniziale per evitare la resa dell’Ucraina”.

Presidente del Consiglio Europeo, Ursula von der Leyen, aggiunge poi nel timore che la proposta possa venire respinta a causa della sua genericità, per svolgere questa missione occorre una persona di altissimo livello, tenacia e profonda sensibilità politica. Le propongo il nome di Angela Merkel, affinché gli organismi europei possano valutare l’opportunità di affidarle questo delicato incarico. Che richiede il passaggio dall’aspettativa di una impossibile ”vittoria” da parte dell’Ucraina, alla dimensione della ”limitazione del danno”. Ovvero una soluzione che metta in conto per Kiev la perdita di limitati territori – con la garanzia di uno sbocco al mare (Odessa) – in cambio di un ”Piano Marshall’‘ per la ricostruzione, finanziato da tutti i Paesi sostenitori di Zelensky. La ringrazio per l’attenzione che vorrà rivolgere a questa proposta. Con vigilanza democratica, Massimo Marnetto – Italia (Roma)

Bene, pensatela come volete ma io credo che di cittadini di buona volontà come Il mio amico Massimo l’Italia abbia un gran bisogno e pertanto, salvo qualche eccezione dovuta a prudenza e buon senso oppure alla sua difficoltà ad accettare o comprendere punti di vista lontani dal suo, i suoi brevi messaggi quotidiani, continueranno a trovare ospitalità su “nandocan”.

In questo “Reader’s” dedicato agli amici/compagni, il primo posto andrebbe tuttavia a Ennio Remondino, in compagnia del quale, attraverso Remocontro, il suo bel quotidiano online di politica e geopolitica internazionale, ho trascorso probabilmente più tempo di quanto in realtà ne abbiamo passato insieme in Rai, tra l’altro in due testate televisive diverse. Ma anche dove la vicinanza di idee politiche in un ambiente fortemente caratterizzato dalla affinità coi partiti di governo finiva per contare in definitiva di più che la distanza tra le due palazzine, prima di Saxa Rubra.

Anche per lui oggi è stata una giornata di ricordi, e cogliendo una coincidenza con la festa nazionale dei bersaglieri la celebrazione della quale inevitabilmente inciampa nell’enfasi guerresca dei tempi, “Con un nemico,aggiunge, che ti cerchi in casa. Per schieramenti che da ideologici diventano spesso rozza tifoseria. Putinista o Azovista-Nato il peggio che ti può capitare se proponi qualche critica alla gestione americana delle Nato, o se ricordi le ben note carenze di democrazia in Russia”.

Il tutto bianco o tutto nero da estremismi accentuati del post pandemia, con l’accusa di pacifista che vorrebbero far diventare un insulto.

“Forse – conclude Ennio- chi scrive non è un vero pacifista avendo dovuto frequentare tante, troppe guerre. Ma se le guerre le conosci davvero, le eviti sopra ogni altra cosa. Per sfidare facili critiche e per parlare di altra guerra troppo facilmente rimossa, e di nostri impegni militari in vere missioni di pace, ecco a voi, 20 anni fa, i bersaglieri italiani a liberare un pezzo di Sarajevo.


Ciò che resta del messaggio di Gesù

Certamente Gesù, quando ha prefigurato la fine imminente di questo mondo e l’avvento di un altro mondo, quello che lui chiamava “Regno di Dio”, si è sbagliato. Ed anche di grosso, È quanto scrive oggi, senza timore di scandalizzare chi legge la più recente tra le “amicizie” da me acquisite sul web, ma anche tra le più verificate nel confronto sui social, quella con il filosofo napoletano Giovanni Lamagna.

“Il Regno di Dio – prosegue nel messaggio di oggi- che lui aveva immaginato stesse per giungere – come del resto lo avevano immaginato altri profeti prima di lui; ultimo il suo quasi coetaneo e cugino Giovanni il Battista – non solo non giunse prima che passasse la sua generazione, come egli aveva preannunciato, ma non è ancora giunto a distanza di venti secoli dalla sua morte.

Una personalità disturbata?

La sua visione apocalittica ed escatologica era figlia molto probabilmente di una personalità disturbata, se non proprio folle, vittima di qualche paranoia o di qualche allucinazione. E, tuttavia, non sempre i “pazzi” – come ci ha spiegato la recente e più avanzata psichiatria – dicono (solo) cose infondate, senza senso, perciò folli; spesso i pazzi, nella loro follia, vedono cose che i cosiddetti sani non riescono a vedere.

Allora cosa resta (se resta) della “follia” di Gesù? C’è qualcosa di essa che possiamo salvare, perché è sana, anzi più sana della cosiddetta “sanità”, che spesso altro non è che conformismo benpensante, “normalità” intesa come banale mediocrità? Sì, a mio avviso sì!

Della “follia” di Gesù possiamo salvare la frase: “il regno di Dio è dentro di voi”.

Qui Gesù non parla di un Regno di Dio di là da questo mondo, la cui venuta avrebbe comportato la fine (tra “pianto e stridore di denti”) di questo mondo. No, qui Gesù parla di un “regno” che ciascuno di noi può costruire già dentro di sé, qui e ora, convertendosi ad un altro modo di pensare e di agire, ad un altro modo di vivere, diverso da quello comune, prevalente in questo mondo.

Portando quindi, su questa terra, un altro mondo: un mondo di attenzione, ascolto, compassione, solidarietà, pace, giustizia, amore verso l’altro (gli altri). Al posto del mondo attuale, nel quale prevalgono, invece, indifferenza, insofferenza, divisione, isolamento, guerra, ingiustizia, odio.

Ciò che rimane del messaggio di Gesù

Ciò che rimane del messaggio di Gesù, della sua “buona novella”, è l’annuncio che “un altro mondo è possibile”, a cominciare dal cuore di ognuno di noi. E già su questa terra, in questo tempo mortale. Senza bisogno di attendere “un altro Regno”, un tempo futuro ed eterno; senza bisogno di passare prima per la morte ed una (improbabile) resurrezione.

“No, ci dice Gesù (ed è questo il senso più profondo e vero del suo messaggio, quello che è rimasto nel corso dei secoli e che a mio avviso rimarrà anche per i secoli futuri) “il regno di Dio è dentro di voi”, è “già” dentro di voi. A condizione, però, che vi convertiate alla legge dell’amore universale: “Ama il prossimo tuo come te stesso”; anzi (e persino) “Amate i vostri nemici”.

Un vero discorso… dell’altro mondo! Da applicare, realizzare, però, già in questo mondo


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